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Report OCSE 2015 sul Ssn italiano

Bilancio positivo per l'Italia anche se permangono forti differenze regionali

Il 15 gennaio 2015 ha avuto luogo, presso l'auditorium ministeriale di Lungotevere Ripa, la presentazione del Rapporto OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) sul Ssn italiano dal titolo "Revisione OCSE sulla qualità dell'assistenza sanitaria in Italia".

In merito il ministro Lorenzin ha affermato: "Al termine del semestre europeo, il bilancio che possiamo tracciare è indubbiamente positivo: il sistema sanitario italiano viene preso come esempio dagli altri Paesi, europei e non. Ma non dobbiamo adagiarci sugli allori: abbiamo ben presenti le criticità e le sfide ancora da affrontare. Senza qualità non c'è Sanità: occorre dunque garantire che gli sforzi attuati per contenere la spesa sanitaria non mettano a rischio la qualità come principio fondamentale di governance. Dobbiamo sostenere le Regioni e Province autonome che presentano un'infrastruttura più debole, perchè siano in grado di erogare servizi di qualità come le Regioni più virtuose."

Infatti, il Rapporto OCSE evidenzia che nonostante l'Italia abbia migliorato notevolmente la qualità dell'assistenza sanitaria negli ultimi decenni, permangono forti disparità tra le Regioni.

Dal comunicato stampa OCSE italiano si legge: "gli indicatori di salute della popolazione italiana sono tra i migliori dell'area OCSE nell'apettativa di vita alla nascita, 82.3 anni. I tassi di ricovero ospedaliero per asma, malattie polmonari croniche (bronco pneumopatia cronica ostruttiva - BPCO) sono tra i più bassi dell'area OCSE e quelli di mortalità a seguito di ictus o infarto sono ben al di sotto della media OCSE. Questi dati aggregati, sebbene rassicuranti, mascherano tuttavia profonde differenze regionali. Itassi di ricovero ospedalieri per condizioni come l'asma e la BPCO, che dovrebbero essere evitate con appropriata assistenza primaria e territoriale, variano significativamente."

Inoltre, il report evidenzia la necessità di sostenere le regioni e le province autonome più deboli così che possano erogare servizi di alta qualità . Si deve mirare alla qualità della sanità a livello nazionale cercando di contenere il più possibile la spesa sanitaria.