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Medicina difensiva e responsabilità professionale

Insediata la Commissione consultiva per le problematiche in materia di medicina difensiva e responsabilità professionale

La Commissione consultiva per le problematiche in materia di medicina difensiva e di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie ha come compito quello di fornire al Ministero della salute un supporto per l'approfondimento delle tematiche relative alla responsabilità professionale e alla medicina difensiva e l'individuazione di possibili soluzioni, anche normative.
Il Ministero ha raccolto in un documento i numeri e le ragioni del fenomeno in costante aumento. In particolare, la medicina difensiva incide sulla spesa sanitaria in misura pari al 10,5% del totale. Le voci più significative riguardano:

·         farmaci: 1,9% della spesa

·         visite 1,7%

·         esami di laboratorio 0,7%

·         esami strumentali 0,8%

·         ricoveri 4,6%.    

 

Una recente indagine Agenas del 2014 effettuata su 1500 medici ospedalieri ha messo in evidenza che il il 58% dei camici bianchi pratica medicina difensiva e per il 93% è destinata ad aumentare. Lo studio spiega anche il perché si fa medicina difensiva:

·         per il 31% è colpa della legislazione sfavorevole per il medico

·         per il 28% il rischio di essere citati in giudizio

·         per il 14% lo sbilanciamento del rapporto medico-paziente con eccessive richieste, pressioni e aspettative da parte del paziente e dei familiari.

In merito l’Onorevole Lorenzin, durante la Conferenza stampa di presentazione della Commissione consultiva per le problematiche in materia di medicina difensiva e responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie, ha affermato:

 

"La medicina difensiva, sia positiva che negativa, è diffusa in maniera capillare e preoccupante tra gli operatore sanitari. Si parla di un costo di circa 10 miliardi di euro, cifre pesanti, perché parliamo dello 0,75% del PIL. Quello che più mi preoccupa è che il 93% dei medici ritengano che la medicina difensiva sia destinata ad aumentare. Per questo dobbiamo trovare delle soluzioni valide per risolvere un fenomeno che incide sulla spesa sanitaria in misura pari al 10% del Fondo sanitario nazionale. In questi anni sono state fatte alcune cose il primo tentativo è stato quello di un approfondimento la questione della malpractice con comparazioni con altri paesi per adottare riforme strutturali ad hoc. La legge Balduzzi ha provato a normare e a dare una chiarezza interpretativa, ma non è riuscita ad essere operativa per vari motivi. Per questo ritengo che dobbiamo riuscire a risolvere la questione. La Camera – ha aggiunto – sta lavorando da due anni su sette proposte normative per arrivare ad un testo unico che garantisca da un lato al paziente il risarcimento in caso di danno grave e  dall’altro per lasciare al professionista un maggiore respiro nell’esercitare la professione medica, oltre al grande tema delle assicurazioni. Tutto questo è sufficiente? No, per questo come azione sinergica a quella del Parlamento abbiamo deciso di istituire la Commissione consultiva al ministero della Salute. Se riusciamo grazie a questo a trovare la quadra e un punto di caduta per tutti e un veicolo veloce saremo tutti soddisfatti".