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Obesità, una piaga in aumento

L'obesità non è più una piaga dei soli paesi ad alto reddito, ma è un problema ora diffuso anche nei paesi a medio e basso reddito e colpisce soprattutto i bambini.

L'obesità, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), è considerata un accumulo anomalo ed eccessivo di grasso, che mette a rischio la salute della persona. E' misurata attraverso il BMI, l'indice di massa corporea, un valore ottenuto dal rapporto del peso espresso in kg e l'altezza espressa in m al quadrato. Una persona con un BMI uguale o maggiore a 25 è considerata sovrappeso.

Ad oggi l'obesità ha raggiunto proporzioni epidemiche, con almeno 2,8 milioni di persone che muoiono ogni anno a causa del sovrappeso. Una volta l'obesità era una peculiarità dei paesi ad alto reddito, oggi, invece, è un problema diffuso anche nei paesi a basso e medio reddito, soprattutto nelle grandi città.

Ormai è risuputo che questo è uno dei principali fattori di rischio per diverse malattie croniche, come il diabete, le malattie cardiovascolari e il cancro, ma nonostante ciò, nella sola Europa la prevalenza di obesità e triplicata dagli anni Ottanta e continua a crescere, in particolare tra i bambini. A livello globale, secondo l'OMS, nel 2013 il numero di bambini in sovrappeso di età inferiore ai 5 anni, è stimato in oltre 42 milioni, 31 milioni di questi vivono in paesi in via di sviluppo.

Nel 2° Congresso Nazionale di Endocrinologia oncologica, avvenuto a dicembre 2014 a Napoli, si evidenzia che il fenomeno non accenna a diminuire e che con l'aumento dell'incidenza dell'obesità si è registrato anche un incremento dei casi di tumore. In particolare si è osservata una stretta associazione per il cancro al colon, per entrambi i sessi, per il tumore della prostata nell'uomo e per il tumore della mammella e dell'endometrio nella donna.