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Ogni 40 secondi una persona si suicida, novità dall’OMS

Secondo i dati l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha calcolato che ogni 40 secondi nel mondo vi è una persone che si suicida e ha stimato che per ognuno di questi suicidi vi siano stati prima 20 tentati suicidi.

Tutto questo sta accadendo nonostante il fatto che il suicidio si può prevenire. Il tema, infatti, dell’ultimo Suicide Prevention Day è stato proprio ‘Collegare, comunicare, cura’.

Collegare perché: promuovere le relazioni con coloro che hanno perso una persona cara per suicidio o con persone che loro stesse avevano tentato il suicidio è fondamentale per prevenire. Anche se ogni motivazione che porta a questo atto estremo è differente dagli altri, ci sono alcune lezioni comuni da trarne. Coloro che sono stati sull'orlo del suicidio possono aiutarci a comprendere la complessa interazione di eventi e circostanze che li ha portati a quel punto, e ciò che li salvati.

Comunicare perché: una comunicazione aperta è di vitale importanza se vogliamo combattere il suicidio e sfatare miti su di esso. Insegnare alle persone a comunicare efficacemente con coloro che potrebbero essere vulnerabili al suicidio può fare la differenza. Intavolare discorsi dove il tema è il suicidio è complicato, ma ci sono alcuni semplici consigli che possono aiutare. Il modo migliore per rapportarsi è mostrare compassione ed empatia, ascoltare senza mai giudicare.

I media hanno un ruolo importante da svolgere in tutto ciò. Alcuni tipi di segnalazione sul suicidio hanno dimostrato di essere associati con 'picchi' nei tassi di suicidio (ad esempio storie con descrizioni esplicite), mentre altri (per esempio, quelli che descrivono come prevenire e affrontare un tale evento) hanno dimostrato di avere un effetto contrario. L’Oms, infatti, in collaborazione con l’Associazione Internazionale per la Prevenzione del Suicidio ha fatto delle esplicite raccomandazioni ai media.

Cura: I collegamenti e la comunicazione non avranno alcun effetto senza l'ingrediente finale – la cura. Quindi un appoggio reale di un esperto che possa accompagnare la persona nel suo personale percorso verso una vita migliore. In attesa che questo tipo di problematica divenga un problema di salute pubblica.