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Pronto soccorso, arriva il codice rosa-bianco per le vittime di violenza.

La Federazione delle aziende sanitarie italiane estende il progetto nato a Grosseto per aiutare maggiormente bambini e donne vittime di violenza, creando una linea preferenziale già dal Pronto Soccorso, il codice rosa-bianco.

Il progetto nasce in Toscana, a Grosseto, cinque anni fa, con lo scopo di curare sia il corpo che la mente delle vittime di violenza. Per assicurargli protezione e sostegno fu creata la prima equipe medica formata da medici, psicologi, assistenti sociali, ma anche procure e forze dell'ordine.

Questo modello sarà esteso a livello nazionale dalla Fiaso, le Federazione delle aziende sanitarie italiane, che prevederà l'inserimento di un nuovo codice nei Pronto Soccorso, il codice rosa-bianco. Ogni qualvolta in ospedali si presenteranno bambini, donne, anziani, portatori di handicap o più in generale persone deboli che hanno subito violenza, entrerà in campo, fin dal 'trage' una squadra di circa 40 persone, tra medici, volontari, psicologi, forze dell'ordine e assistenti sociali, a seconda delle esigenze.

Lo slogan per questo progetto, comunica il presedente di Fiaso, Francesco Ripa di Meana, è:

"Più impegno e meno sdegno. E' questa la molla che dovrebbe muovere tutto il sistema amministrativo pubblico. Contiamo, grazie ad un effetto domino, di portare questa rivoluzione contro gli abusi ai più deboli nella maggior parte delle nostre aziende sanitarie pubbliche."

In merito il Ministro della salute, Beatrice Lorenzin afferma:

"Il ministero, attraverso l'ufficio prevenzione, ha già stabilito le modalità di formazione del personale dedicato e una centrale unica per le informazioni che devono arrivare dai pronto soccorso. La procedura va condivisa con le politiche sociali e il protocollo dovrà essere poi recepito dalle Regioni. Se il fondo sanitario non verrà intaccato nel 2015 verranno reperite le risorse necessarie."