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Ubora, il progetto che unisce per innovare #dispositivimedici #biomedica #soluzioniinnovative #tecnologieopensource #salute

UBORA, è un progetto europeo che coinvolge bioingegneri europei ed africani per la creazione di dispositivi medici per Paesi a basso e medio reddito.

Il progetto di ricerca è coordinato dal Centro di Ricerca dell'Università di Pisa e gli enti coinvolti sono: la Kenyatta University (Kenya), il Royal Institute of Technology (Svezia), la University of Tartu (Estonia), il Technical University of Madrid (Spagna), l’Uganda Industrial Research Institute (Uganda) e l’azienda estone AgileWorks.

L'iniziativa è partita a gennaio 2017 con un finanziamento dall’Unione Europea di un milione di euro ed ha già portato ad una piattaforma virtuale tra Europa e Africa, dove i bioingegneri dei due continenti possono condividere know-how e risorse.

La piattaforma Ubora, su cui vengono sviluppati tutti i progetti, è stata, infatti, già presentata in anteprima, la relaise pubblica si prevede nel 2018.

 Il tema su cui i bioingegneri hanno lavorato quest'anno è stato quello della riduzione della mortalità infantile e le innovazioni tecnologiche che ne sono poi nate sono state molteplici:

Questi progetti,  sono stati premiati al termine della prima Design School del progetto europeo UBORA, una settimana intensiva di corsi di progettazione e prototipazione di dispositivi medici svoltasi presso la Kenyatta University di Nairobi in Kenya e che ha visto la partecipazione di quaranta studenti provenienti da vari paesi africani ed europei.  I progetti di dispositivi medici sono studiati secondo gli standard di sicurezza europei e sono open source, vengono condivisi in modo libero per chiunque ne abbia necessità.  

Obiettivi e finalità del lavoro sono stati illustrati in un incontro con la stampa da Arti Ahluwalia, docente del Centro di ricerca “E. Piaggio” dell’Università di Pisa e coordinatrice del progetto, dal delegato all’Internazionalizzazione dell’Università di Pisa, Francesco Marcelloni e dal consigliere dell’ambasciata del Kenya in Italia, June Chepchirchir Ruto. «UBORA, che in lingua Swahili vuol dire “eccellenza”, dovrà portare allo sviluppo di soluzioni innovative nell’ingegneria biomedica, con un miglioramento significativo nella formazione in questo campo e nuovi stimoli per l’economia dei paesi coinvolti – ha spiegato la professoressa Ahluwalia - Grazie allo sviluppo di una piattaforma virtuale tra Europa e Africa, potremo condividere nuove soluzioni, basate su tecnologie open source, puntando a una distribuzione più equilibrata di benessere e risorse».

In questi due anni del progetto, i partner si stanno occupando della progettazione e dell’implementazione di dispositivi medicali basati su tecnologie open source in grado di dare risposte adeguate alle sfide nel campo della salute, con grande attenzione per la specificità del contesto e per i bisogni dei diversi paesi. Le università europee e africane coinvolte, con i loro centri di ricerca tecnologici, cambinano la filosofia dell’open design con le norme di sicurezza basate sulle linee guida europee. Il tema del prossimo anno sarà la disabilità.